Una notte a Seul
Marciotto
È stato lì che abbiamo incrociato due ragazze italiane, una di venticinque e l'altra di trentanove anni. È bastato uno scambio di sguardi e l'accento di casa per attaccare bottone, scambiando le classiche quattro chiacchiere su come avevamo organizzato l'itinerario e sulle prime impressioni della città. Ben presto, però, mia moglie, provata dal fuso orario e dal lungo viaggio, ha preferito ritirarsi nella nostra stanza per riposare.
Io sono rimasto ancora un po' a godermi la brezza serale e il panorama, quando le due ragazze si sono riavvicinate per continuare la conversazione. La più grande, Vanessa, si è seduta accanto a me con un atteggiamento vistosamente diverso. Con uno sguardo ammiccante e una confidenza inaspettata, mi ha chiesto se potesse chiamarmi "papi". Alla mia intenzione di capirne il motivo, ha ammesso senza troppi giri di parole la sua attrazione per gli uomini più maturi. Ho raccolto la provocazione tenendo il gioco sul filo dell'autorità e dell'obbedienza, un gioco a cui lei ha risposto invitandomi direttamente a seguirla nella sua camera.
Quando ho chiesto notizie della sua amica, Vanessa mi ha rassicurato con un gesto sbrigativo, facendomi capire che la cosa non sarebbe stata un problema. Una volta varcata la soglia della stanza, la conversazione si è trasformata rapidamente in un incontro passionale e travolgente, privo di inibizioni e scandito da parole d'intesa diretta. Mi ha spinto sul letto e, con grande sicurezza, mi ha tolto la t-shirt e ha iniziato a leccarmi i capezzoli, per poi scendere giù a sfilare la cinta dei pantaloni e ad aprire la zip. Il mio cazzo stava esplodendo dalla voglia malgrado il fuso orario; lo ha preso con una foga incredibile, infilandoselo tutto in gola mentre con le mani giocava con le mie palle. Non c'era bisogno di indirizzarla, sapeva bene cosa fare. Poco dopo ho deciso di prendere l'iniziativa: abbiamo invertito le posizioni e ho iniziato a leccarle la figa, che era fradicia di umori. Praticamente me la stavo mangiando mentre con le mani giocavo con i suoi seni. Tra di noi c'è stato un susseguirsi intimo di attenzioni e giochi di seduzione sempre più spinti, fino a raggiungere il momento culminante dell'incontro. L'ho presa con forza, l'ho messa a 90 e l'ho posseduta, prima nella figa e poi analmente. Mentre la scopavo, lei mi incitava sempre di più e mi ha chiesto di sborrarle in viso. Così, dopo un paio di minuti, sono uscito dal suo ano e le ho sborrato in viso: la mia sborra era ovunque sul suo bel faccino.
Immediatamente Vanessa ha telefonato alla sua amica, che era praticamente già dietro la porta, chiedendole di raggiungerci. Senza che ci fosse bisogno di molte parole, l'atmosfera tra loro due si è accesa istantaneamente in un gioco di complicità e contatto fisico molto intimo. Le ha leccato tutta la sborra dal viso e hanno iniziato a baciarsi.Vedendole immerse nel loro momento d'intesa, ho preferito rivestirmi in silenzio e lasciarle sole nella stanza, tornando nella quiete della notte di Seul.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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